
Mario Novaro (Diano Marina, 25 settembre 1868 – Ponti di Nava, 9 agosto 1944) è stato poeta, filosofo e imprenditore nel settore oleario. Figlio di Agostino Novaro, fondatore della Olio Sasso, ha diretto, dal 1899 al 1919, la celebre rivista La Riviera Ligure, considerata il primo house-organ dell’industria italiana e, forse, europea. L’opera in versi è condensata nel volume Murmuri ed echi (1912), più volte riveduta in successive edizioni. Oltre ad importanti studi filosofici, soprattutto sul pensiero di Malebranche, Novaro ha curato le opere dell’amico Giovanni Boine.
HoleniaPoesia
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Murmuri ed echi
Mario Novaro propone una poesia filosofica, alla ricerca di un linguaggio tanto essenziale quanto musicalmente raffinato, abbandonandosi all’indagine e al flusso dei suoi pensieri, spesso di fronte all’amato mare ligure: “E nel monotono / querulo / canto del mare / io penso penso: / Dove la vita / à la sua proda? / dove il suo fondo? / scorre la vita, scorrono l’onde”. La sua scrittura abbonda di domande come nel poemetto che dà il titolo alla raccolta, Murmuri ed echi, dedicato a Giovanni Pascoli, fondamentale punto di riferimento per il poeta: “– Perché piangi? / – Perché prima io morrò anzi che le tacenti notti o l’albe pungenti o i trepidi tramonti m’abbiano sazio di meditare la vita e la morte e il mondo e lor vicende, con lo spazio e il tempo, l’infinito e l’eterno”. Incessante è il suo interrogarsi sul significato della realtà che lo circonda, sul mondo e la natura: anche quando il ruolo e la funzione del poeta entrarono definitivamente in crisi, Novaro riveste quel ruolo di un valore assoluto.

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