Pierre Drieu la Rochelle



Pierre Eugène Drieu la Rochelle (Parigi, 1893-1945) fu romanziere, saggista, poeta e giornalista. Ex combattente della Prima guerra mondiale, frequentò negli anni Venti gli ambienti dell’avanguardia parigina e intrecciò rapporti con figure di primo piano della cultura francese, da Aragon a Breton. Dopo una iniziale stagione segnata da un inquieto europeismo, approdò nel 1934 al fascismo e durante l’Occupazione sostenne la Collaborazione, dirigendo la “Nouvelle Revue Française”. La sua opera, attraversata dai temi della decadenza borghese, della seduzione, della crisi dell’io e del rapporto fra individuo e storia, comprende fra gli altri “Le Feu follet”, “La Comédie de Charleroi” e “Gilles”, generalmente considerato il suo capolavoro. Si tolse la vita a Parigi nel 1945, alla fine della guerra, lasciando una delle testimonianze più controverse e tragiche della letteratura francese del Novecento.

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“Vivere è affrettare la decisione della morte.” (da Gilles, 1939)

Gilles



Pubblicato nel 1939, “Gilles” è il grande romanzo della crisi europea fra le due guerre e insieme il libro più ambizioso e più compromettente di Pierre Drieu la Rochelle. Attraverso la vicenda di Gilles Gambier — reduce della Prima guerra mondiale, dandy inquieto, uomo di seduzione e di fallimento, osservatore spietato della società e infine attratto dalla soluzione fascista — Drieu costruisce un vasto affresco della dissoluzione morale, politica e intellettuale della Francia contemporanea. Romanzo di formazione rovesciato, “Gilles” segue il proprio protagonista nei salotti mondani, nei circoli artistici e politici, negli intrighi del potere, negli amori mancati e nelle illusioni ideologiche di un’epoca che si avvia verso la catastrofe. La materia autobiografica vi è evidente, ma trasfigurata in una narrazione di ampio respiro, in cui l’autoanalisi si fa giudizio impietoso su un’intera generazione. Ne nasce un’opera insieme lirica e crudele, febbrile e lucidamente disperata, dove il romanzo psicologico, la satira del mondo intellettuale e la meditazione storica si fondono in una forma di straordinaria tensione. Libro scandaloso e capitale, “Gilles” non è solo la confessione romanzesca di uno scrittore diviso fra desiderio di purezza e attrazione per la rovina: è anche una delle testimonianze letterarie più penetranti e inquietanti sulla bancarotta spirituale dell’Europa novecentesca.



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Gilles