René Guénon


René Guénon (1886–1951) è uno dei più influenti pensatori del Novecento nel campo della filosofia della tradizione. Formatosi in Francia in un contesto segnato dal positivismo e dal razionalismo, si oppose fin dagli esordi alla cultura moderna, elaborando una critica radicale delle sue basi epistemologiche e spirituali. Dopo un periodo di studio delle correnti esoteriche occidentali, che egli giudicò insufficienti e spesso devianti, Guénon si orientò verso le grandi tradizioni orientali, riconoscendovi la conservazione di una sapienza primordiale di carattere metafisico. Tra i suoi scritti più importanti si ricordano “Oriente e Occidente”, “La crisi del mondo moderno” e “Il regno della quantità e i segni dei tempi”. Il suo pensiero ha esercitato un’influenza profonda su numerosi autori del Novecento, contribuendo alla definizione del cosiddetto “tradizionalismo integrale”.

HoleniaPoesia

Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini

La crisi del mondo moderno



In un’epoca che si proclama culmine del progresso, René Guénon individua i segni di una crisi radicale e irreversibile. “La crisi del mondo moderno” non è un semplice saggio di critica culturale, ma una diagnosi metafisica della civiltà occidentale: un’analisi che risale alle cause profonde del disordine contemporaneo, individuandole nella rottura con la tradizione e nell’abbandono dei principi spirituali. Secondo Guénon, la modernità rappresenta la fase terminale di un ciclo cosmico, il Kali-Yuga, caratterizzato da un progressivo oscuramento della conoscenza e da una crescente materializzazione dell’esistenza. L’illusione del progresso indefinito, il predominio del razionalismo e la riduzione del sapere a pura funzione pratica sono i sintomi di una decadenza che investe ogni ambito della vita individuale e collettiva. Attraverso un confronto serrato tra Oriente e Occidente, tra civiltà tradizionali e civiltà moderna, Guénon mostra come l’Occidente abbia smarrito il senso dell’ordine superiore, trasformando il sapere in accumulo di conoscenze frammentarie e l’uomo in misura esclusiva di tutte le cose. Ma questa crisi, lungi dall’essere un semplice accidente storico, è anche un momento decisivo: una fase di “giudizio” e di separazione, in cui si prepara la fine di un mondo e l’avvento di un nuovo ciclo. In questa prospettiva, l’opera di Guénon si configura come un invito rigoroso a ritrovare i principi perduti e a ricostituire, al di là delle illusioni moderne, il legame con la conoscenza autentica.

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