Giovanni Descalzo


Giovanni Descalzo (Sestri Levante, 1902 – 1951) fu poeta, narratore, giornalista e viaggiatore. Proveniente da una famiglia modesta, svolse numerosi mestieri — contadino, marinaio, operaio, impiegato postale — formandosi da autodidatta attraverso una vasta e appassionata attività di lettura. Incoraggiato da figure come Arthur van Schendel e Umberto Fracchia, esordì nel 1929 con il poemetto “Uligine”, attirando l’attenzione di critici e scrittori quali Angelo Barile ed Eugenio Montale. Collaborò con numerose riviste e quotidiani, viaggiò in Europa, Africa, America e Oceania e pubblicò opere poetiche e narrative di rilievo, tra cui “Risacca”, “Paese e mito”, “Esclusi”, “A volto di fiore” e “Tutti i giorni”. La sua scrittura, profondamente radicata nella realtà ligure e nell’esperienza degli umili, rappresenta una delle testimonianze più originali e umanamente intense della letteratura italiana del Novecento.

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“Le vele pendono inerti dalle antenne / e ininterrotto dal mare / un turbinio di scoppi assordanti / giunge e devasta il silenzio.” (Risacca)

Risacca


Fra le voci più autentiche della Liguria novecentesca, Giovanni Descalzo affida a “Risacca” il nucleo più intenso della propria esperienza poetica. Pubblicata nel 1933, la raccolta nasce dall’incontro fra la realtà concreta del mare e una profonda meditazione sull’esistenza. Le scogliere del Tigullio, le reti dei pescatori, il vento che piega gli ulivi, i tramonti sul golfo e le mareggiate non sono soltanto immagini di paesaggio: diventano simboli del tempo che trascorre, della memoria che ritorna e della fragile condizione umana. In questi versi il mare è presenza viva e interlocutrice costante. Talvolta consola, talvolta ammonisce; custodisce i sogni dell’infanzia e ne rivela la caducità, accompagna le speranze degli uomini e ne osserva i naufragi interiori. La risacca che dà titolo al libro non è soltanto un fenomeno naturale: è il movimento stesso della vita, che riporta alla riva ricordi, illusioni e verità conquistate attraverso il dolore. Con una lingua limpida e musicale, lontana da ogni artificio, Descalzo costruisce una poesia capace di unire l’osservazione del reale a una profonda tensione morale. “Risacca” è il libro di un uomo che ha conosciuto il lavoro, il mare e la fatica, e che ha saputo trasformare l’esperienza quotidiana in una delle più sincere testimonianze poetiche del Novecento italiano.

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