Virgilia D’Andrea

Virgilia D’Andrea (Sulmona, 1888 – New York, 1933) fu poetessa, pubblicista, conferenziere ed una delle figure più rappresentative dell’anarchismo italiano del Novecento. Rimasta orfana in giovane età e formatasi in un collegio religioso, intraprese la professione di maestra, maturando ben presto una profonda sensibilità verso le condizioni delle classi popolari. L’incontro con Armando Borghi la condusse al movimento anarchico, del quale divenne una delle voci più autorevoli, collaborando con “Guerra di Classe”, “Umanità Nova”, “Veglia” e “L’Adunata dei Refrattari”. Arrestata, perseguitata ed infine costretta all’esilio dal Fascismo, visse tra Francia e Stati Uniti senza mai interrompere la propria attività di scrittrice e propagandista. Tra le sue opere principali figurano “Tormento” (1922), “La presa e la resa delle fabbriche”, “Non sono vinta”, “Richiamo all’anarchia” e “Torce nella notte”, pubblicato poco prima della sua morte. La sua poesia, nutrita di ideali di libertà, giustizia sociale e fratellanza umana, rappresenta una delle più intense espressioni della letteratura civile italiana del primo Novecento, nella quale esperienza biografica, impegno morale e ricerca lirica raggiungono una rara unità espressiva. Ancora oggi la sua opera costituisce una testimonianza esemplare della capacità della poesia di trasformare la storia in memoria e la parola in coscienza civile.

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“Andate, o nubi d’oro, verso il sole, / Ed ali azzurre su l’immenso mare, / Inni di salde e di robuste gole, / Fremiti ansanti di sconfitte amare.”

Tormento

“Tormento” non è soltanto il libro che consacrò Virgilia D’Andrea come la «poetessa dell’anarchia», secondo la celebre definizione di Errico Malatesta. È una delle testimonianze più alte della poesia civile italiana del primo Novecento, nata nel vivo delle lotte sociali, della tragedia della Grande Guerra, delle illusioni del “Biennio Rosso” e dell’avvento del Fascismo. In queste pagine la parola poetica si fa coscienza della storia. Il dolore degli ultimi, la denuncia dell’ingiustizia, il rifiuto della guerra, la memoria dei caduti, la dignità del lavoro e l’inesauribile aspirazione alla libertà si trasformano in un linguaggio di intensa forza lirica, nel quale convivono l’eredità di Leopardi, Carducci e Ada Negri con una voce del tutto originale, capace di coniugare passione civile e autentica ispirazione poetica. Questa nuova edizione restituisce integralmente una raccolta di rara bellezza, riproponendo la storica prefazione di Errico Malatesta e corredandola di un ampio apparato critico che ne ricostruisce il contesto storico, la vicenda biografica dell’autrice e il significato letterario. Ne emerge il ritratto di una donna che fece della poesia non un rifugio dalla realtà, ma uno strumento di testimonianza, di libertà e di responsabilità morale. A oltre un secolo dalla sua prima pubblicazione, “Tormento” continua a parlare al lettore contemporaneo con sorprendente attualità, ricordandoci come la letteratura possa ancora interrogare la coscienza, custodire la memoria e dare voce a chi la storia ha troppo spesso relegato ai margini.

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Tormento