Joseph Arthur de Gobineau (Ville-d’Avray, 1816 – Torino, 1882) fu diplomatico, scrittore, orientalista e saggista francese. Dopo gli esordi nel giornalismo e nella letteratura, intraprese una lunga carriera diplomatica che lo condusse, fra l’altro, in Persia, Grecia, Brasile e Svezia. L’esperienza diretta di culture e società differenti alimentò il suo interesse per la storia comparata, le religioni orientali e le origini delle civiltà. Autore di opere narrative, storiche e orientalistiche, fra cui “Trois ans en Asie”, “Les Religions et les philosophies dans l’Asie centrale”, “Histoire des Perses”, “Les Pléiades” e “Nouvelles asiatiques”, legò soprattutto il proprio nome al “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane”. La sua figura, complessa e irriducibile al solo trattato razziale, appartiene pienamente alla cultura europea dell’Ottocento: aristocratico per sensibilità, cosmopolita per esperienza, pessimista nella concezione della storia e animato da una vasta, talvolta temeraria, ambizione sintetica.
Saggio sull’ineguaglianze delle razze umane I
Pubblicato fra il 1853 e il 1855, il “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane” è l’opera più celebre e controversa di Arthur de Gobineau, diplomatico, scrittore e pensatore francese dell’Ottocento. Concepito come una vasta filosofia della storia, il libro tenta di ricondurre la nascita, lo sviluppo e la decadenza delle civiltà a un principio unitario di natura etnica, attraverso una ricostruzione che abbraccia l’Asia antica, l’Egitto, l’India, la Cina, la Grecia, Roma, il mondo germanico e l’Occidente moderno. Al di là delle categorie antropologiche ottocentesche che ne sostengono l’impianto, oggi prive di validità scientifica, l’opera conserva un rilievo decisivo nella storia delle idee europee per l’ampiezza della costruzione, per il tentativo di trasformare l’etnologia in chiave interpretativa generale della storia e per la fortuna, spesso controversa e deformante, che le sue tesi conobbero nei decenni successivi. La presente edizione italiana restituisce integralmente il testo secondo la suddivisione in due volumi adottata dalla seconda edizione Firmin-Didot del 1884, rispettandone anche la particolare cesura interna. Il primo volume comprende i Libri I, II e III completi e i primi due capitoli del Libro IV; il secondo volume riprende il Libro IV dal capitolo III, comprende integralmente i Libri V e VI e termina con la “Conclusione generale”. La divisione del Libro IV fra i due tomi non costituisce quindi un adattamento moderno, ma riproduce consapevolmente l’assetto editoriale storico dell’opera. Un testo capitale per comprendere una delle più ambiziose e problematiche costruzioni intellettuali del XIX secolo, da leggere oggi come documento della cultura europea del suo tempo e come testimonianza della stagione in cui storia, antropologia, filologia e filosofia della civiltà cercarono di fondersi in una spiegazione complessiva del destino umano.

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Il tramonto dell’Occidente – Volume II Prospettive di storia universale
Pubblicato fra il 1853 e il 1855, il “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane” è l’opera più celebre e controversa di Arthur de Gobineau, diplomatico, scrittore e pensatore francese dell’Ottocento. Concepito come una vasta filosofia della storia, il libro tenta di ricondurre la nascita, lo sviluppo e la decadenza delle civiltà a un principio unitario di natura etnica, attraverso una ricostruzione che abbraccia l’Asia antica, l’Egitto, l’India, la Cina, la Grecia, Roma, il mondo germanico e l’Occidente moderno. Al di là delle categorie antropologiche ottocentesche che ne sostengono l’impianto, oggi prive di validità scientifica, l’opera conserva un rilievo decisivo nella storia delle idee europee per l’ampiezza della costruzione, per il tentativo di trasformare l’etnologia in chiave interpretativa generale della storia e per la fortuna, spesso controversa e deformante, che le sue tesi conobbero nei decenni successivi. La presente edizione italiana restituisce integralmente il testo secondo la suddivisione in due volumi adottata dalla seconda edizione Firmin-Didot del 1884, rispettandone anche la particolare cesura interna. Il primo volume comprende i Libri I, II e III completi e i primi due capitoli del Libro IV; il secondo volume riprende il Libro IV dal capitolo III, comprende integralmente i Libri V e VI e termina con la “Conclusione generale”. La divisione del Libro IV fra i due tomi non costituisce quindi un adattamento moderno, ma riproduce consapevolmente l’assetto editoriale storico dell’opera. Un testo capitale per comprendere una delle più ambiziose e problematiche costruzioni intellettuali del XIX secolo, da leggere oggi come documento della cultura europea del suo tempo e come testimonianza della stagione in cui storia, antropologia, filologia e filosofia della civiltà cercarono di fondersi in una spiegazione complessiva del destino umano.

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