Giulio Augusto Levi

Storia del pensiero di Giacomo Leopardi



“La Divina Commedia è opera filosofica oltre che poetica, allo stesso titolo di tutti i poemi filosofici antichi della Grecia e di Roma. Giacché in essa il concetto generale dell’universo non è un presupposto della visione poetica nell’anima del poeta, ma è l’essenza stessa della trama generale dell’opera. In Dante la filosofia non è il particolare e l’accessorio; ma il generale, l’insieme, il principale. La poesia piuttosto è nei particolari. E questa è la differenza tra lui e i puri poeti; ciascuno dei quali ha di solito una filosofia, ma come antecedente dell’opera sua, latente, ispiratrice inconsapevole. Il critico potrà scoprirvela; ma il poeta l’ha obliata. Dante, invece, non dimentica mai il suo concetto, che adombra sì del velo dell’allegoria, ma senza nasconderlo né a sé né al suo lettore; e a questo concetto ha fisso sempre lo sguardo; ché, se a tratti la passione lo vince, e vive con le creature vive della sua fantasia la vita irriflessa del mondo, su cui il filosofo medita, il fine generale del poema subito lo scote e richiama a quel concetto, e lo incalza a proseguire la ideale costruzione sopramondana, che conduce l’uomo dalla oscura selva terrena, in cui si ritrova nel mezzo del cammin della vita, alla grande luce del pensiero di Dio.”