Angelo Fortunato Formìggini

Angelo Fortunato Formìggini (Collegara di Modena, 1878 – Modena, 1938) fu editore, scrittore e organizzatore culturale fra i più originali del primo Novecento italiano. Laureato in Giurisprudenza e successivamente in Filosofia morale con una tesi sulla Filosofia del ridere, iniziò l’attività editoriale nel 1908. Creò collane divenute celebri, fra cui i «Profili» e i «Classici del Ridere», e pubblicò opere di filosofia, pedagogia, letteratura e storia delle religioni. Nel 1918 fondò L’Italia che scrive, importante rassegna bibliografica destinata a promuovere la conoscenza e la diffusione del libro italiano. Convinto sostenitore di una cultura pluralista e accessibile, promosse nel 1921 l’Istituto per la Propaganda della Cultura Italiana, poi Fondazione Leonardo. Nell’ambito della Leonardo maturò anche il progetto di una Grande Enciclopedia Italica, concepita come impresa nazionale capace di coordinare le diverse componenti della cultura italiana: un precedente significativo nel processo che, attraverso differenti protagonisti, assetti istituzionali e soluzioni organizzative, avrebbe condotto pochi anni più tardi alla nascita dell’Enciclopedia Italiana Treccani. Dalla tormentata vicenda della Fondazione e dalla sua estromissione nacque invece, nel 1923, La ficozza filosofica del fascismo e la marcia sulla Leonardo, singolare intreccio di memoriale, pamphlet e autodifesa. La sua intera attività editoriale fu segnata dalla volontà di conciliare rigore culturale, divulgazione e umorismo. Ebreo profondamente integrato nella cultura nazionale italiana, reagì alle leggi razziali del 1938 con un gesto estremo: il 29 novembre di quell’anno si tolse la vita gettandosi dalla Ghirlandina di Modena. Il suo nome resta legato a una concezione dell’editoria come servizio civile e alla convinzione che lavoro, amore e riso fossero dimensioni inseparabili della vita.


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La ficozza filosofica del fascismo e la marcia sulla Leonardo


Pubblicata nel 1923, “La ficozza filosofica del fascismo e la marcia sulla Leonardo” è una delle opere più singolari di Angelo Fortunato Formìggini: pamphlet polemico, memoriale autobiografico, dossier documentario e insieme irresistibile esercizio di ironia. Al centro del libro è la vicenda della Fondazione Leonardo per la Cultura Italiana, nata dall’ambizione di Formìggini di costruire un grande organismo capace di promuovere il libro e la cultura italiana, e il conflitto che oppose l’editore a Giovanni Gentile e ad Amedeo Giannini nei primi mesi del governo fascista. Formìggini reagisce alla propria estromissione con l’unica arma che considera davvero sua: la parola stampata. Ne nasce un libro nel quale documenti, lettere, verbali, ricordi personali e ricostruzioni minuziose si intrecciano a caricature, paradossi, giochi linguistici e improvvise digressioni. La «ficozza» del titolo è il bernoccolo: nella satira formigginiana, l’attualismo gentiliano diventa così l’escrescenza prodotta sulla fronte del fascismo dall’incontro fra filosofia e potere. Ma il bersaglio dell’opera è più ampio della polemica personale. Dietro lo scontro con Gentile emerge una diversa concezione della cultura: contro ogni tentativo di renderla organica a una dottrina dominante, Formìggini difende l’eclettismo, la circolazione delle idee, il confronto fra scuole e la libertà dell’editore di offrire al pubblico libri appartenenti agli orientamenti più diversi. Con il suo «amaro stil novo», continuamente temperato dal riso, “La ficozza filosofica del fascismo e la marcia sulla Leonardo” costituisce anche una testimonianza di eccezionale interesse sull’editoria italiana, sulla politica culturale dei primi anni Venti e sull’avvio di quella progressiva organizzazione del rapporto fra cultura e potere che avrebbe segnato profondamente il Novecento italiano. Formìggini vi consegna, insieme alla propria autodifesa, il ritratto irripetibile di un editore persuaso che alla cultura spettasse il compito di mettere in comunicazione, non di uniformare.