Del materialismo storico
“Passato dall’influsso di Hegel a quello di Herbart e infine di Marx, ma sempre ribelle a chiudersi in un sistema, affermò criticamente il materialismo storico come filosofia della praxis, immanente a questa e con essa in elaborazione progressiva. A tale filosofia attribuì una tendenza al monismo: sia perché la praxis è totalità e unità di teoria e pratica; sia perché con essa il materialismo storico supera l’astratta teoria dei fattori storici. Ricercando nell’economia il filo conduttore della storia, esso non fa che intendere questa come storia del lavoro umano, nel variare della sua forma e dei connessi rapporti sociali. “Dalla vita al pensiero; dal lavoro, che è un conoscere operando, al conoscere come astratta teoria”. Nella storia “l’uomo si sviluppa, ossia produce sé stesso, come causa ed effetto, autore e conseguenza, insieme, di determinate condizioni, nelle quali si generano anche determinate correnti di idee,… credenze,… aspettazioni”. La realtà umana è continua genesi, anzi epigenesi, ossia creazione sempre nuova; ma sempre condizionata dalla realtà preesistente. Gli uomini, creandosi un terreno artificiale, e via via modificandolo, creano le condizioni del proprio sviluppo e le modificazioni proprie.”

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