
Ciro Khan è lo pseudonimo di un autore sconosciuto, attivo nella prima metà del Novecento. Scrittore visionario, probabilmente di origine siciliana, con L’uomo di fil di ferro, ed i suoi vent’anni di anticipo sulla società robotica di Isaac Asimov, ha la primogenitura sul tema dell’androide, ben prima, quindi, che divenisse un tema centrale della fantascienza. Scritto nel 1932, ed ambientato in una futuristica Roma del 1998, venne pubblicato nella collana Il Romanzo d’avventure della Sonzogno. Nel 1931, sempre nella stessa collana, fu pubblicato anche l’altro romanzo di Kahn, Gli astronauti del polline.
HoleniaNovecento
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
L’uomo di fil di ferro
“La «Villetta Nadir» non aveva nulla che la distinguesse dalle tante altre villette, modeste e ad un solo piano, disseminate nei dintorni della metropoli. Era tuttavia ben nota da che vi viveva E. I. Sedana: l’astronomo e filosofo insigne. Il cancelletto cigolò lamentosamente e un individuo indistinguibile nel buio della notte ne uscì allontanandosi in fretta. Quello che era accaduto nella villetta non fu possibile chiarirlo così presto come sarebbe stato utile. Il Sedana la mattina seguente fu trovato dalla domestica svenuto nel corridoio, nella posa di chi sia stato arrestato in un inseguimento da una visione terrifica.”

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