
Enrico Fracassi (Roma, 1902 – Marano dei Marsi, 1924) è stato un poeta italiano del primo Novecento. La sua opera, ridotta a un nucleo di poche poesie composte nell’arco di pochi giorni nel settembre del 1924, costituisce una delle testimonianze più intense e tragicamente interrotte della lirica italiana contemporanea. Morto giovanissimo suicida, Fracassi ha lasciato versi di straordinaria concentrazione espressiva, in cui la parola poetica si fa gesto essenziale e definitivo. Pubblicata postuma e valorizzata dalla critica più autorevole, la sua poesia occupa oggi un luogo singolare nella storia letteraria del Novecento, come esempio estremo di coincidenza tra vita, scrittura e destino.
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Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Ancora t’ascolto
Enrico Fracassi (1902-1924) è una delle figure più enigmatiche e tragiche della poesia italiana del primo Novecento. La sua opera, ridotta a un nucleo di poche poesie composte nell’arco di pochi giorni e pubblicate solo postume, si impone tuttavia per un’intensità espressiva rara, capace di attraversare il tempo e di interrogare ancora il lettore contemporaneo. In questi testi la parola poetica si fa gesto necessario, luogo di coincidenza estrema tra vita e scrittura, tra esperienza individuale e destino. Il presente volume ricostruisce il profilo biografico e letterario di Fracassi sulla base di una ricezione critica autorevole, restituendo la fisionomia di un autore che, pur nella marginalità quantitativa, occupa una posizione significativa nel panorama della lirica novecentesca. Attraverso l’analisi dei temi, dello stile e del contesto culturale, la poesia di Fracassi viene messa in dialogo con alcune delle grandi voci del suo tempo evidenziandone affinità e divergenze. Ne emerge l’immagine di una poesia essenziale, tragica e concentrata, che affida alla parola l’ultimo compito possibile: dare forma all’esperienza nel momento stesso in cui essa si consuma.

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