
Poeta, drammaturgo, romanziere e giornalista italiano (Palermo, 21 luglio 1883 – Palermo, 1° aprile 1954). Pubblicò numerose raccolte di versi (“Voci”, 1903; “Le canzoni rosse”, 1905; “La leggenda della vita”, 1909; “Sillabe”, 1949), tre romanzi, tra cui il seminale “Santa Maria della Spina” (1911), drammi teatrali e saggi critici. Nelle sue opere, sia in versi che in prosa, si trovano modi di un dinamismo espressivo, che anticipano sia il futurismo che la grande stagione del romanzo novecentesco.
HoleniaPoesia
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Voci
“Federico De Maria tratta anche i metri con orgoglioso sprezzo, non privo di ardimento cavalleresco e quasi voluttuoso… Parecchie di quelle “Voci” continuano per qualche tempo a risonare nell’orecchio, come il tentativo quasi onomatopeico di “La Canzone dell’Usignuolo” che ha preceduto i gridi, i trilli, i zirli, i sibili, di cui oggi usa e abusa un gran poeta, il Pascoli; come l’ossessione di “Czolgocz”, l’assassino di MacKinley giustiziato sulla sedia elettrica, brano di poesia tragica che dà i brividi, riproducendo con terribile verità psicologica gli ultimi orrendi istanti in attesa della scintilla mortale. Innanzi tutto piace il suo atteggiamento di ribelle verso il bizantinismo dei decadenti, dei pagani di terza e di quarta mano, dei simbolisti. Egli è il poeta dell’oggi…” Luigi Capuana (1906)

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Sillabe
“Alcuni che ànno voluto criticare la metrica nuova e indipendente da me impiegata in pochi componimenti di Voci (1903) e in molti di Canzoni Rosse (1904) ànno detto: “Che roba è questa? cos’è questa novità di cui non si sentiva il bisogno?”, Altri ànno detto “Puh! la bella novità! Bene o male l’ànno fatto già alcuni poeti francesi, il vers libre; l’à fatto Walt Withman, e – in Italia – Luigi Capuana coi Semiritmi”. Chi parla così o è in malafede o è un asino. Mi duole che i miei termini non siano parlamentari, ma sono propri.” Prima esegesi del verso libero (Federico De Maria)

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