
Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 22 dicembre 1876 – Bellagio, 2 dicembre 1944) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e militare italiano. Poliedrica e geniale figura della cultura nazionale ed europea, Effetì è conosciuto soprattutto come il fondatore e l’animatore della prima avanguardia storica del Novecento, il Futurismo.
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Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Gli indomabili
“Come definire Gli Indomabili? Romanzo d’avventura? poema simbolico? romanzo fantastico? fiaba? visione filosofico-sociale? – Nessuna di queste denominazioni può caratterizzarlo. È un libro parolibero. Nudo crudo sintetico. Simultaneo policromo polirumorista. Vasto violento dinamico.” FTM

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La poesia sublime dell’esercito italiano
“In risposta agli scrittori Valéry e Morand che tentarono di difendere la delusa civiltà francese a carattere bancario incipriata di filantropia ipocrita epicureismo raffinate investigazioni sessuali passatismi alla moda paura fisica e pace ad ogni costo anche disonorante voglio da Sansepolcrista precisare le mirabili virtù dell’Esercito italiano in guerra fulgida espressione del nostro popolo e della nostra marciante civiltà rivoluzionaria che mediante virilità guerriera fattiva e genio letterario artistico scientifico anticipatore dinamizza e immensifica la vittoriosa Italianità”

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L’Aeropoema del Golfo della Spezia
“Nego ai passatisti il diritto di elogiare la Squadra strapotente cuore d’acciaio cilestrino del golfo della Spezia cuore valvolato turrito arteriato di spiralici fumi idrovolanti antenne radio e chilometrici paraggi di cobalto bombardati O non la disonorino col paragonarla al favoloso pettine dell’oceanica capigliatura di Venere La Squadra vuole essere ed è una metallica tastiera di cannonate e bevo la sua ansia sonora nuotando in un olio di nichelio fra polite torniture d’onde così da sentirmi proiettile pronto per lo sparo in questo tondo meriggio anima d’acciaio di un cannone smisurato” FTM

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Poesie a Beny
“L’isola lancia il molo così forte nel mare fino all’amarezza intensa Molo dura geometria nell’abbeverante poesia dei liquidi orizzonti Molo pugnale nella carne lamentosa dei viaggi Molo termometro nella vasca da bagno del golfo soleggiato Molo mannaia di ghigliottina che tronca flutti singhiozzi fazzoletti lettere e gabbiani nella tempesta troppo presto troppo tardi troppo lontano mai Molo linea retta assediata da triangoli coni losanghe firme volanti cupole e trottole di follia verdeggiante Molo compito di pietra imposto al temperamento esuberante del mare vizi neri passioni blu avere tutto mangiare tutto succhiare mordere sputare pompare delirare Molo trampolino d’angoscia sul mare folla mare mosso evasione caos chimica e gioco di bocce verdi che si trascura in maniche di camicia schiuma sensibilità nelle domeniche dell’inferno Sul molo eretta Beny spirale di tenerezza profumata È vestita ma d’incanto la nudità splendente della sua anima sotto la doccia celeste sole e vento salato La Sua bocca la Sua bocca” FTM

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L’aeropoema di Gesù
“Mio buon Gesù salva l’Italia Benedetta Vittoria Ala Luce Marinetti e permetti che la penisola da te riscolpita coi tuoi Santi Passi possa tributarti gli elogi dovuti con tutto il suo genio creatore letterario artistico filosofico scientifico Ti offro i miei desideri i miei pensieri e tutte le audacie tenaci eroiche del mio spirito umile che tutto deve a te”

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Poemi simultanei
“Questa edizione di poemi simultanei futuristi nasce tra due slanci-tuffi d’automobili-bagni a Lerici amorosa e a Portovenere drammatica, mentre godo un po’ d’oriente della nativa Alessandria d’Egitto sotto le palme dei giardini davanti all’Albergo Croce di Malta, camminando su immense reti marrone per riposarmi della folla polemizzante della “Casa d’Arte”, pro e contro il trittico “Golfo della Spezia” del primo premio Gerardo Dottori che talvolta nell’assaporare il vino color d’oro vecchio delle Cinque Terre mi dice che rassomiglia a certi vini umbri ma li stravince se inaffia datteri di mare all’olio vin bianco zenzero cartucce che s’insaporano nel calcare dolomitico.”

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Scatole d’amore in conserva
In queste Scatole d’amore in conserva, Filippo Tommaso Marinetti — fondatore e profeta del Futurismo — racchiude la propria vita e la propria arte in una serie di esplosioni verbali, ironiche e sensuali. Fra autobiografia e invenzione, confessione e spettacolo, il poeta-guerriero racconta amori elettrici, viaggi, provocazioni e battaglie estetiche con l’energia di chi ha trasformato la parola in un’arma e il corpo in una macchina poetica. Ogni “scatola” è un concentrato di ritmo e di vitalità, un piccolo manifesto della modernità e del desiderio. Dietro l’esuberanza dello stile e il gusto per l’eccesso, affiora un Marinetti più umano, che gioca con la memoria e con il tempo, conservando — come in un archivio dell’anima — le passioni e le visioni di un’intera epoca. Un libro irresistibile e paradossale: autoritratto in movimento e romanzo dell’avanguardia, dove l’amore, la velocità e la parola si fondono in un’unica, inconfondibile voce futurista.

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