
Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto, 22 dicembre 1876 – Bellagio, 2 dicembre 1944) è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e militare italiano. Poliedrica e geniale figura della cultura nazionale ed europea, Effetì è conosciuto soprattutto come il fondatore e l’animatore della prima avanguardia storica del Novecento, il Futurismo.
HoleniaNovecento
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Gli indomabili
“Come definire Gli Indomabili? Romanzo d’avventura? poema simbolico? romanzo fantastico? fiaba? visione filosofico-sociale? – Nessuna di queste denominazioni può caratterizzarlo. È un libro parolibero. Nudo crudo sintetico. Simultaneo policromo polirumorista. Vasto violento dinamico.” FTM

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Gli dèi se ne vanno, Gabriele D’Annunzio resta
Pubblicato originariamente in lingua francese nei primi anni del Novecento, “Gli dèi se ne vanno, Gabriele D’Annunzio resta” rappresenta uno dei documenti più lucidi e inquieti della fase di formazione di Filippo Tommaso Marinetti, alle soglie della svolta futurista. In queste pagine, nate tra reportage, critica e racconto visionario, Marinetti attraversa l’Italia dei grandi funerali civili — da Verdi a Carducci — e la trasfigura in un teatro collettivo dominato dalla folla, dalla velocità emotiva e dall’energia del mito. Al centro del libro emerge la figura di Gabriele D’Annunzio, osservato con uno sguardo insieme ammirato e polemico: ultimo “dio” di una civiltà letteraria al tramonto, ma anche figura incapace di trasformare pienamente la propria arte in azione. Attraverso ritratti, scene e invettive, Marinetti definisce qui, in forma ancora fluida ma già decisiva, i presupposti teorici della sua futura avanguardia: la critica dell’estetismo, la centralità della massa, la fusione tra arte e vita. Tra visioni urbane, paesaggi abruzzesi, atmosfere simboliste e lampi di modernità, il testo restituisce il momento in cui il Novecento letterario italiano prende coscienza di sé, nel passaggio dal culto del genio individuale alla nascita di una nuova estetica della forza, del movimento e della provocazione. La presente edizione, con una nuova traduzione, restituisce finalmente al lettore un’opera fondamentale e a lungo trascurata, colmando una lacuna significativa negli studi marinettiani e nella storia del Futurismo.

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La poesia sublime dell’esercito italiano
“In risposta agli scrittori Valéry e Morand che tentarono di difendere la delusa civiltà francese a carattere bancario incipriata di filantropia ipocrita epicureismo raffinate investigazioni sessuali passatismi alla moda paura fisica e pace ad ogni costo anche disonorante voglio da Sansepolcrista precisare le mirabili virtù dell’Esercito italiano in guerra fulgida espressione del nostro popolo e della nostra marciante civiltà rivoluzionaria che mediante virilità guerriera fattiva e genio letterario artistico scientifico anticipatore dinamizza e immensifica la vittoriosa Italianità”

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Scatole d’amore in conserva
In queste Scatole d’amore in conserva, Filippo Tommaso Marinetti — fondatore e profeta del Futurismo — racchiude la propria vita e la propria arte in una serie di esplosioni verbali, ironiche e sensuali. Fra autobiografia e invenzione, confessione e spettacolo, il poeta-guerriero racconta amori elettrici, viaggi, provocazioni e battaglie estetiche con l’energia di chi ha trasformato la parola in un’arma e il corpo in una macchina poetica. Ogni “scatola” è un concentrato di ritmo e di vitalità, un piccolo manifesto della modernità e del desiderio. Dietro l’esuberanza dello stile e il gusto per l’eccesso, affiora un Marinetti più umano, che gioca con la memoria e con il tempo, conservando — come in un archivio dell’anima — le passioni e le visioni di un’intera epoca. Un libro irresistibile e paradossale: autoritratto in movimento e romanzo dell’avanguardia, dove l’amore, la velocità e la parola si fondono in un’unica, inconfondibile voce futurista.

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