Francesco Orestano

Accademico d’Italia, nato ad Alia (Palermo) il 14 aprile 1873. Conseguì la libera docenza in filosofia morale presso l’università di Palermo (1903); professore titolare di filosofia morale (dal 1907) e poi di storia della filosofia presso la stessa università, abbandonò volontariamente l’insegnamento nel 1924 per dedicarsi alla sua opera principale, “Nuovi Principi”. Fu nominato accademico d’Italia il 18 marzo 1929 e presidente della Società filosofica italiana nel 1931. Collaborò con Filippo Tommaso Marinetti nell’elaborazione del pensiero futurista, e lavorando ad alcune pubblicazioni comuni. Fu inoltre vicino al movimento fascista, collaborando tra l’altro con la rivista Gerarchia, fondata e diretta dallo stesso Mussolini. Orestano fu eticista, fenomenologo e promulgatore d’un realismo positivista, ispirata anche a Johann Friedrich Herbart, che egli stesso denominò super-realismo. Morì in povertà raccolto in una profonda fede religiosa (Roma, 20 agosto 1945).

Le idee fondamentali di Federico Nietzsche nel loro progressivo svolgimento


“– Ancora un libro su Nietzsche? – si domanderanno coloro che non ignorano, quanto grande sia il numero di scritti, che si son venuti pubblicando su questo Autore negli ultimi anni, con un crescendo davvero sorprendente. Pure chi ha seguito da vicino il succedersi di queste pubblicazioni sa, che numerosissime sono quelle, che trattano di Nietzsche da punti di vista parziali, pochissime quelle che tentano di rendere in sintesi tutta l’opera di lui; che moltissimi sono gli scritti, i quali, per studio di novità, tendono a porre in rilievo gli aspetti più singolari, più paradossali, ma anche più esteriori del pensiero di Nietzsche, e pochi quelli, che tentano di penetrare nel fondo di questo pensiero. La facilità di combinare alquante pagine interessanti, mettendo a profitto l’originalità geniale di questo Autore, ha alimentato in grandissima parte la letteratura, che lo riguarda. Il noto epigramma di Schiller (“Come un unico ricco può dare alimento a tanti poveri! Quando i re fabbricano, i carrettieri hanno da fare”) per i commentatori di Kant potrebbe ben applicarsi a molti commentatori di Nietzsche.” Francesco Orestano