Fiabe dei Fratelli Grimm
Durante la detenzionenel carcere di Turi, Gramsci tradusse 24 fiabe dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm con l’intenzione di mandarle ai suoi nipoti in Sardegna, ma l’autorità carceraria glielo impedì. Inizialmente non inserite nei Quaderni dal carcere del 1975, sono invece state ripristinate (nei Quaderni di traduzione) nell’edizione critica del 2007 a cura dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Una edizione autonoma era uscita per i tipi della Vallecchi nel 1980. “Ho tradotto dal tedesco, per esercizio, una serie di novelline popolari proprio come quelle che ci piacevano tanto quando eravamo bambini”. Così scrive Gramsci alla sorella nel 1932. Nelle traduzioni gramscianesi trova non solo precisione filologica ma anche una “laicizzazione” delle storie con elementi originali, e uno “sguardo pedagogico” sempre attento alla letteratura popolare e al folclore.

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