Giovanni Boine


Giovanni Boine (1887–1917) fu tra le voci più intense, originali e inquietamente moderne della cultura italiana del primo Novecento. Nato a Finale Marina e morto giovanissimo a Porto Maurizio, legò il proprio nome all’esperienza della “Voce”, pur mantenendo sempre una fisionomia autonoma, segnata da un moralismo severo, da una forte tensione speculativa e da un costante rovello religioso. Scrittore, saggista e critico, Boine occupa una posizione singolare nel panorama vociano: lontano tanto dalle semplificazioni ideologiche quanto dall’estetismo letterario, elaborò una prosa di alta densità concettuale, animata da un continuo confronto con il cristianesimo, con l’idealismo, con la modernità e con la crisi della coscienza europea. Tra le sue opere “Frantumi” (HoleniaPoesia), “Il peccato”, “Plausi e botte” (HoleniaPoesia), “La ferita non chiusa” (HoleniaNovecento).

HoleniaNovecento

Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini

Plausi e botte

Tra il 1914 e il 1916, mentre l’Europa precipita nella tragedia della guerra e la cultura italiana attraversa una delle sue stagioni più inquiete e feconde, Giovanni Boine affida alle pagine di “Plausi e botte” una serie di interventi che sfuggono a ogni definizione convenzionale. Non semplici recensioni, non meri articoli di critica letteraria, ma veri e propri esercizi di libertà intellettuale. Con uno stile nervoso, polemico, lirico e imprevedibile, Boine giudica libri, riviste e autori del suo tempo, alternando elogi appassionati e stroncature memorabili. Nelle sue pagine sfilano figure come Papini, Prezzolini, Moscardelli, Onofri, Croce, Dossi, Ada Negri, Amalia Guglielminetti e molti altri protagonisti della cultura italiana del primo Novecento. Ma il bersaglio ultimo non sono soltanto i libri: è l’intera civiltà letteraria contemporanea, osservata con uno sguardo che rifiuta i compromessi, le mode e le convenzioni. Dietro ogni giudizio emerge la personalità di uno degli scrittori più originali della generazione vociana: un intellettuale che chiede alla letteratura sincerità, responsabilità morale e capacità di incidere nella storia degli uomini. La critica diventa così confessione, autobiografia spirituale, riflessione religiosa e civile. A oltre un secolo dalla sua prima pubblicazione, “Plausi e botte” conserva intatta la sua forza provocatoria. È il laboratorio vivo di un autore che trasformò la recensione in un genere letterario e che seppe fare della polemica un’arte.

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