Giovanni Borelli

Giovanni Giuseppe Ercole Maria Borelli (Pavullo nel Frignano, 1867 – Fontevivo, 1932) fu giornalista, scrittore, uomo politico e ufficiale volontario della Prima guerra mondiale. Formatosi negli studi classici, svolse un’intensa attività pubblicistica collaborando con alcune delle principali testate italiane, tra cui “Il Popolo Romano”, il “Corriere della Sera” e “Il Resto del Carlino”, distinguendosi anche come fondatore del Partito Giovanile Liberale Italiano. Autore di saggi politici, studi storici, prose, poesie e opere teatrali, dedicò gran parte della propria attività alla riflessione sul significato storico della romanità (“Aeternitas”, HoleniaPoesia), del Risorgimento e della tradizione nazionale. “La guerra proletaria” (HoleniaStoria) rappresenta la sintesi più compiuta del suo pensiero politico, collocandosi fra le testimonianze più significative del dibattito che accompagnò la crisi dell’Italia liberale negli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale.

HoleniaPoesia

Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini

La guerra proletaria

Pubblicata nel 1913, all’indomani della guerra italo-turca, “La guerra proletaria” costituisce una delle più significative testimonianze del liberalismo nazionale italiano alla vigilia della Grande Guerra. Muovendo dalla convinzione che l’Italia fosse una «nazione proletaria» chiamata a conquistare il proprio posto nel Mediterraneo, Giovanni Borelli intreccia in queste pagine politica estera e riforme interne, questione sociale e sviluppo economico, libertà individuale e responsabilità nazionale. La conquista della Libia diviene così il punto di partenza di un più ampio progetto di rigenerazione civile, fondato sulla riforma tributaria, sulla bonifica integrale del territorio, sul rilancio dell’agricoltura, sul decentramento amministrativo e sulla rinascita morale dello Stato liberale. Con uno stile oratorio di straordinaria forza polemica e una costante tensione ideale, Borelli offre uno dei documenti più rappresentativi del dibattito politico italiano nell’ultima stagione dell’età giolittiana. Al di là delle inevitabili distanze che oggi separano il lettore dalle sue posizioni, “La guerra proletaria” rimane una fonte imprescindibile per comprendere le trasformazioni del liberalismo italiano, il confronto con il socialismo e il nazionalismo e il clima culturale che precedette l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale.

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La guerra proletaria