
Giovanni Borelli (Pavullo nel Frignano, 1867 – Fontevivo, 1932) fu giornalista, scrittore e uomo politico italiano, proveniente da una famiglia di tradizioni patriottiche legate al Risorgimento. Formatosi tra studi classici e insegnamento, dopo un breve periodo come maestro e docente intraprese la carriera giornalistica, collaborando con testate come Il Panaro, Il Popolo Romano e il Corriere della Sera, dove ricoprì anche incarichi di rilievo. Attivo anche come pubblicista e organizzatore culturale, fondò e diresse riviste politiche e letterarie, tra cui L’Idea Liberale e Il Capitan Cortese. Nel 1901 fu promotore del Partito Giovanile Liberale Italiano, con cui tentò senza successo la via parlamentare, mantenendo una posizione liberal-nazionale che lo portò progressivamente a confrontarsi con il nazionalismo italiano. Interventista durante la Prima guerra mondiale, partecipò al conflitto come ufficiale di artiglieria, distinguendosi fino al grado di capitano, e fu ideatore dell’Ufficio Storiografico della Mobilitazione Industriale. Nel dopoguerra aderì in senso ideologico al fascismo, pur senza iscriversi formalmente al partito fondato da Benito Mussolini, continuando parallelamente rapporti anche con ambienti antifascisti. Autore di opere politiche, saggi e poesie, raccolte nelle Opere scelte, visse gli ultimi anni a Fontevivo, dove morì nel 1932; fu poi sepolto a Pavullo nel Frignano.
HoleniaPoesia
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Aeternitas
Aeternitas, Poema drammatico in quattro atti, fu il testo a cui Giovanni Borelli lavorò per lunghi anni, “tornandovi sopra costantemente, ritoccando e rinnovando, aggiungendo e rifacendo”. Doveva essere, nelle intenzioni dell’Autore, la sintesi armoniosa della grandezza italica e romana. Destinato alla musica di Amilcare Zanella (1873-1949), l’opera si trovava ancora manoscritta in varie redazioni alla morte del poeta. Quella che viene qui riprodotta, è stata esemplata sull’originale da Bernardino Peroni e pubblicata nel volume delle Opere scelte di G. Borelli – Poesie scelte (1895-1932), edito nel 1942 dalla Società Tipografica Modenese, a cura del critico letterario bolognese, nonché amico del Borelli, Giuseppe Lipparini (1877-1951).

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