
Heinrich Johann Luiz Mann (Lubecca, 27 marzo 1871 – Santa Monica, 11 marzo 1950) è stato uno scrittore tedesco ed un oppositore del regime nazionalsocialista. Tra le sue opere maggiori sono da ricordare “Il Professor Unrat” (“L’angelo azzurro”, 1905), la trilogia “Das Kaiserreich” (1914-1925) e “La piccola città” (1910).
HoleniaNovecento
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Il suddito
“Si dirà: ma tale un modo di critica è già stato usato da Emilio Zola! Verissimo. Infatti Mann è ancora un zoliano. Ma egli non ha il preconcetto dell’ereditarietà e manca, in questo suo romanzo, la benedetta trama. Si avvia già verso il romanzo che speriamo noi: verso il poema dell’idea dimostrata per mezzo di personaggi. Cominciamo a svezzarci. La storiella più o meno bella, più o meno artistica non ci interessa più. La rivoluzione incombe e, in questo momento nel quale un mondo crolla, noi non possiamo più permettere all’artista di essere esclusivamente artista: egli ha il dovere di dare una mano alla demolizione, di dare una idea alla ricostruzione. Allora soltanto noi ci inchineremo e potremo dirgli che ha meritato la nostra gratitudine. Altrimenti si gingilli pure… Anzi si gingilli, si gingilli. È una faccenda che lo riguarda. Ma noi non gliene saremo grati. La solitaria masturbazione è sterile.” Mario Mariani

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I poveri
“I bambini gridavano correndo davanti alla grande casa operaia di Gausenfeld dove erano nati tutti; centinaia scappavan fuori dalla casa zeppa, saltellavano e si picchiavano sul prato verde. Gli uomini quando non lavoravano rimanevano, se c’era il sole, poggiati al muro della casa a guardare i bimbi. I più piccoli cadevano incessantemente nel fosso che divideva il prato dalla strada di campagna e madri e sorelle correvano in aiuto. I più grandicelli lo saltavano specialmente dalla parte dove esso, seguendo la strada, andava verso il cimitero; e dall’altra banda si spingevano l’un l’altro contro la tentennante staccionata della villa Klinkorum. Se si spezzava la staccionata correvan dentro in fretta a rubare le mele.”
Nel secondo capitolo della Trilogia Das Kaiserreich, I poveri, romanzo ambientato nel mondo dell’industriale Diederich Hetzling, della sua fabbrica, e del quartiere dormitorio dei suoi operai, Heinrich Mann utilizza lo strumento narrativo per esplorare e criticare la società tedesca guglielmina, mostrando il lato oscuro e negativo della Modernità.

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