
Lina Arianna Jenna (Venezia, 17 dicembre 1886 – 20 marzo 1945) è stata una scultrice e poetessa italiana. Nata da Riccardo Jenna e Ida Orefici, una famiglia ebraica, frequentò i corsi di scultura all’Accademia Cignaroli di Verona. Protagonista per anni della vita culturale della città, fu arrestata dai tedeschi nel 1943 e deportata ad Auschwitz dove morì nel marzo del 1945. Le sue poesie furono pubblicate postume dall’amico poeta Lionello Fiumi.
HoleniaPoesia
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Liriche
Alcuni suoi testi poetici apparvero in antologie (Gialloblu, Abete rosso) e in rivista (Poesia ed Arte), ma ebbero una certa notorietà solo dopo che l’amico poeta Lionello Fiumi (1894-1973) li pubblicò postumi nel volume “Liriche” (1954). Altro materiale, purtroppo, e precisamente la produzione degli anni 1936-43, non fu mai ritrovato. Le poesie recuperate sono state fedelmente trascritte e riordinate dal Fiumi, conformemente ad un rigoroso criterio storico-letterario. Dapprima, le liriche di “tono parlato”, che fecero di Lina Arianna Jenna, “la più originale voce femminile dell’avanguardismo” intorno al 1915-20; poi, un piccolo gruppo di componimenti d’intonazione fiabesca, dai lontani influssi maeterlinckiani; infine, quelli dai “toni alti”, più marcatamente lirici, che mostrano come la poetessa, se sopravvissuta alla guerra, sarebbe stata in accordo con le più vive concezioni della poesia contemporanea.

Visualizza il libro