
Lorenzo Viani (Viareggio, 1° novembre 1882 – Lido di Ostia, 2 novembre 1936) è stato un pittore, incisore, scrittore e poeta italiano. Attivo a Viareggio nella prima metà del Novecento, è considerato uno dei massimi esponenti dell’espressionismo italiano. Tra le sue opere letterarie si ricordano: “Ceccardo”, Milano, (1922); “Giovanni senza paura”, Firenze, (1924); “I Vàgeri”, Milano, (1926); “Angiò, uomo d’acqua”, Milano, (1928); “Ritorno alla Patria”, Milano, (1930).
HoleniaNovecento
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Ritorno alla Patria
Come scrittore il Viani si fece conoscere tardi, con la biografia del poeta apuano Ceccardo Roccatagliata Ceccardi (Milano 1922); alla quale seguirono racconti, prose di viaggio, impressioni, ricordi (Ubriachi, ivi 1923; Giovannin senza paura, ivi 1925; Parigi, ivi 1925; I Vàgeri, ivi 1926; Angiò, uomo d’acqua, ivi 1928; Ritorno alla patria, ivi 1930; Il “Bava“, Firenze 1932; Storie di umili titani, Roma 1934; Le chiavi nel pozzo, Firenze 1935, ecc.). Spirito avventuroso, romanticamente insofferente d’ogni limite e sosta e tuttavia nostalgico della vita casalinga, delle tradizioni paesane e della sua terra lucchese, il Viani può considerarsi letterariamente all’incrocio del bozzettismo toscano dell’Ottocento col simbolismo dannunziano. E però, se tende al racconto picaresco, alla narrazione spregiudicata di vite e fatti umili e insieme straordinarî come a una sorta di rapsodia popolaresca dei “vàgeri”, dei vagabondi, “gente d’onore e di rispetto”; in verità il suo amore per il particolare e per la parola in sé, la sua sensualità visiva lo portano a isolare nel racconto le figure dalle vicende, e l’aspetto fisico di codeste figure dalla loro psicologia, e quindi a ridurre quel bozzettismo a sensazione, a macchia o grumo di colore. Così come lo portano a mescolare alla lingua il vernacolo e il gergo, non già, al modo dei bozzettisti e naturalisti, per studio di fedeltà al vero, ma, come il D’Annunzio spesso usa con gli arcaismi, per ragioni di allitterazione e di risalto verbale: con frequente effetto, peraltro, di oscurità. Ma singole figure o “maschere” sono tuttavia rese dal Viani con scorci vigorosi, e con sentimento poetico del dolore e delle passioni umane.

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