Massimo d’Azeglio (Torino, 24 ottobre 1798 – Torino, 15 gennaio 1866) è stato un politico, patriota, pittore e scrittore italiano. Divenne Presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, in due diversi gabinetti, dal 1849 al 1852.
Dell’emancipazione civile degli Israeliti
“Dell’emancipazione civile degl’Israeliti”, scritto nel 1848, analizza la situazione degli ebrei in Italia e le questioni legate alla loro emancipazione. L’opuscolo, dedicato al fratello Roberto, fu un contributo importante al dibattito sull’affrancamento delle minoranze religiose, in particolare degli ebrei e dei valdesi, nel contesto piemontese. Il d’Azeglio sosteneva che gli ebrei dovessero essere trattati come cittadini con gli stessi diritti degli altri, senza discriminazioni basate sulla loro religione. Attraverso uno stile persuasivo, d’Azeglio affronta con rigore la discriminazione e l’ingiustizia subite dagli ebrei, proponendo una riflessione critica sulle libertà civili e sui diritti umani. Contestualizzato nel periodo del Risorgimento italiano, il testo si colloca all’interno di un dibattito più ampio sull’inclusione e il progresso delle minoranze nel futuro stato nazionale.

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