
Sof’ja Vasil’evna Kovalevskaja, matematica e letterata russa (Mosca 1850 – Stoccolma 1891). Sposata con V. O. Kovalevskij, fu allieva di K. Weierstrass e professore di analisi nell’Università di Stoccolma. Studiò le equazioni alle derivate parziali ed estese a una classe assai vasta di sistemi il teorema di esistenza e unicità, scoperto da Cauchy per i sistemi del 1º ordine. Recò notevoli contributi a problemi dinamici relativi all’anello di Saturno e al moto di un solido pesante con un punto fisso; il principale lavoro su questo argomento, contenente un caso di integrabilità delle equazioni, che porta il suo nome, le valse il premio Bordin dell’Accademia delle scienze di Parigi. Svolse anche attività politica e letteraria.
HoleniaPoesia
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Una nichilista
“Abbiamo voluto sottrarci ad una volgare consuetudine. All’enorme pubblico di lettori che con rapidità sbalorditiva si è costituito in anticipazione al solo annuncio del nostro giornale (è questo il primo caso negli annali del giornalismo italiano) e che ha espresso da tutte le parti d’Italia in modo positivo e incoraggiante ai nostri uffici d’amministrazione la sua ansietà troppo significativa, invece di somministrare i soliti romanzi sanguinolenti ed esaltanti l’erotismo di personaggi inverosimili, offriamo due appendici che potranno suscitare inquietudini ed aspirazioni nuove. Una nichilista, di Sofia Kowaleska, non è come si potrebbe credere, quella vecchia figura di vergine russa sciupata da tutti gli appendicisti occidentali, che soggiorna nei centri cosmopoliti d’Europa, indossa abiti quasi mascolini, fuma sigarette, e passa le notte sui trattati di chimica. No: questa nichilista è un tipo di fanciulla affascinante, vissuta, che Sofia Kowaleska, la illustre matematica e scrittrice, morta immaturamente nel 1891, ha sentito ed espresso artisticamente. La nichilista esce sotto stimoli nuovi da una famiglia aristocratica, vale a dire dal vecchio mondo della menzogna e dei pregiudizi tirannici e va con una concezione nuova dello scopo della propria vita verso la luce e la verità.” l’Avanti 1896

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