
Vladimir Vladimirovič Majakovskij (Bagdadi, Georgia, 1893 – Mosca, 1930) è una delle figure centrali della letteratura europea del Novecento. Dopo gli studi artistici a Mosca aderì al Futurismo russo, imponendosi fin dagli anni precedenti la Rivoluzione con opere destinate a segnare una svolta nella poesia moderna, fra cui “Una nuvola in calzoni”, “Il flauto di vertebre” e “La guerra e il mondo”. Accolse con entusiasmo la Rivoluzione d’Ottobre, mettendo il proprio talento al servizio della nuova società attraverso la poesia, il teatro, la pubblicistica, il cinema e la propaganda visiva delle celebri finestre ROSTA. Animatore del “Fronte di Sinistra delle Arti” (LEF), autore di opere fondamentali come “150.000.000”, “Lenin”, “La cimice” e “Il bagno”, fu insieme poeta, drammaturgo, teorico dell’arte e instancabile innovatore del linguaggio. La sua influenza sulla cultura del Novecento, ben oltre i confini della Russia, continua ancora oggi a essere oggetto di studio e di confronto critico.
HoleniaNovecento
Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini
Articoli, note e interventi 1918 – 1930
Per oltre un decennio, tra la Rivoluzione d’Ottobre e l’alba degli anni Trenta, Vladimir Majakovskij non fu soltanto il più dirompente poeta della nuova Russia, ma uno dei protagonisti assoluti del dibattito culturale sovietico. Accanto ai grandi poemi e alle opere teatrali, egli affidò a giornali, riviste, conferenze e interventi pubblici una riflessione incessante sul destino dell’arte, sul linguaggio poetico, sul ruolo dell’intellettuale e sul rapporto tra letteratura, politica e società. Questa raccolta riunisce, in traduzione italiana, articoli, manifesti, prefazioni, dichiarazioni collettive, relazioni di viaggio, note e stenogrammi di conferenze composti fra il 1918 e il 1930. Ne emerge un Majakovskij meno conosciuto, ma forse ancora più sorprendente: teorico rigoroso della parola, polemista instancabile, organizzatore della cultura, osservatore acuto dell’Europa del dopoguerra e dell’America industriale, sostenitore di un’idea di letteratura intesa come lavoro, responsabilità e costruzione del presente. Più che una semplice raccolta di scritti, questo volume rappresenta il laboratorio in cui prende forma una delle più originali concezioni dell’arte del Novecento. Il lettore vi assisterà alla nascita del LEF, ai dibattiti sul teatro, sulla poesia, sulla satira e sulla propaganda, alle riflessioni sul mestiere dello scrittore e ai celebri interventi dedicati al «come si scrivono i versi», seguendo passo dopo passo il dialogo, spesso aspro ma sempre appassionato, fra uno dei maggiori autori del secolo e il proprio tempo. Un documento di straordinario valore storico e letterario che restituisce la voce diretta di Majakovskij mentre costruisce, discute e ridefinisce la propria idea di rivoluzione artistica.

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