Volt – Vincenzo Fani Ciotti

olycom – ada negri – ADA NEGRI




Vincenzo Fani Ciotti, noto con lo pseudonimo di Volt, è stato uno scrittore e intellettuale italiano legato alle esperienze d’avanguardia del primo Novecento. Attento interprete delle tensioni culturali e tecnologiche del suo tempo, partecipò al clima del Futurismo declinandone gli impulsi più radicali in una riflessione inquieta sulla modernità, sul destino dell’uomo e sul collasso dei valori tradizionali. Nella sua opera più nota, “La fine del mondo”, Volt coniuga visione apocalittica e sperimentazione formale, anticipando temi e atmosfere che attraverseranno larga parte della letteratura distopica europea. La sua scrittura, tesa e visionaria, occupa una posizione singolare nel panorama delle avanguardie italiane, sospesa tra entusiasmo per il nuovo e lucida percezione della sua ombra distruttiva.

HoleniaPoesia

Non come un paradiso per sempre perduto ma come una sorgente di forze nuove per nuovi destini

La fine del mondo



“La fine del mondo” (1921) è uno dei testi più inquieti e profetici dell’avanguardia italiana. In questo libro, Vincenzo Fani Ciotti, in arte Volt, traduce l’impulso futurista in una visione estrema e spietata della modernità: non celebrazione ingenua del progresso, ma immersione lucida nel suo esito ultimo, il collasso. La narrazione procede per immagini violente, accelerazioni improvvise, fratture sintattiche che restituiscono un universo in dissoluzione, dominato dalla tecnica, dalla velocità e dall’annientamento dell’umano. Opera visionaria e radicale, “La fine del mondo” anticipa molte delle ossessioni della letteratura distopica novecentesca, ponendosi come un testo di frontiera tra entusiasmo avanguardistico e apocalisse culturale. Un libro raro e necessario, che testimonia il lato più oscuro e profondo del Futurismo e la singolare voce di uno dei suoi interpreti più estremi.





Visualizza il libro

La fine del mondo