
Walter Serner (1889-1942), nato Walter Eduard Seligmann a Karlsbad nell’Impero austro-ungarico, fu scrittore, saggista e protagonista della stagione dadaista europea. Dopo gli studi di giurisprudenza tra Vienna, Berlino e Greifswald, durante la Prima guerra mondiale si trasferì nella neutrale Svizzera, entrando in contatto a Zurigo con l’ambiente Dada e stringendo una duratura amicizia con il pittore Christian Schad. Il suo “Letzte Lockerung”, elaborato dal 1918 e pubblicato nel 1920, divenne uno dei testi più radicali dell’esperienza dadaista. Negli anni successivi Serner si dedicò soprattutto alla narrativa, popolata di truffatori, prostitute, avventurieri e impostori, nei quali la finzione dell’identità diventa una condizione dell’esistenza moderna. “Die Tigerin” (La tigre), scritto nel 1921 e apparso nel 1925, è il suo unico romanzo. Dopo il 1933 le sue opere furono proibite nella Germania nazista. Stabilitosi a Praga con la moglie Dorotea Herz, tentò senza successo di emigrare. Nel 1942 entrambi furono deportati prima a Theresienstadt e quindi verso Riga, dove furono assassinati, con ogni probabilità nell’agosto dello stesso anno.
HoleniaNovecento
La tigre
Parigi, gli anni Venti. Nei caffè di Montmartre, fra prostitute, protettori, avventurieri e uomini senza mestiere dichiarato, Bichette è conosciuta come “la Tigre”: bellissima, aggressiva, imprevedibile, incapace di appartenere a qualcuno. Gli uomini la desiderano, la temono, si rovinano per lei. Nessuno è mai riuscito a dominarla. Poi incontra Fec. Henri Rilcer, detto Fec, ha già attraversato ogni forma dell’avventura e sembra ormai sottratto persino al desiderio. Vive ai margini, senza progetto, «girando a vuoto». Proprio l’incontro fra queste due esistenze disincantate genera un patto estremo: se l’amore non può essere creduto, forse può essere costruito. Fec e Bichette decidono così di «fare se stessi», trasformando sentimento, gelosia, desiderio e identità in una vertiginosa messinscena. Da Parigi alla Costa Azzurra, fra alberghi di lusso, casinò, truffe, denaro, violenza ed erotismo, il gioco diventa sempre più pericoloso. Ma quando ogni emozione può essere recitata e ogni finzione può produrre conseguenze autentiche, distinguere ciò che è vero da ciò che è stato deliberatamente «fatto» diventa impossibile. Scritto nel 1921 e pubblicato nel 1925, “La tigre” è l’unico romanzo di Walter Serner: una storia d’amore feroce e irregolare, attraversata dalla cultura dadaista e da una modernissima riflessione sull’identità, sull’autoinganno e sulla società come teatro delle apparenze. Un libro rapido, provocatorio e inquieto, nel quale il racconto criminale si trasforma progressivamente in un’indagine sull’impossibilità di sapere fino in fondo perché desideriamo qualcuno — e se ciò che chiamiamo amore sia sentimento, volontà o rappresentazione.

Visualizza il libro